Chiara Gatti - Petra del Lario

L’amore e la passione per il cane in generale rimane in me innata, figlia di veterinario che, già da piccola, sognava di diventare “la dottoressa degli animali”.

Nel 2015, mio padre, per farmi un po’ desistere dall’intraprendere la strada difficile e tortuosa dell’accudire un cane in primis e di allevarne la razza poi, mi porta in un noto allevamento di pastore tedeschi, per farmi vedere e vivere nel concreto la dura realtà del mondo dell’allevatore e dell’amante del cane.
Inizio infatti sin da subito a collaborare a titolo volontario alla gestione e alla cura dei cani, nonché all’addestramento di alcuni di essi.

L’effetto ottenuto è l’esatto opposto di quello sperato, tanto che dopo 2 anni, nel 2017, mi iscrivo alla facoltà di Allevamento e Benessere Animale, per poter dare concretezza e acquisire delle linee guida per la realizzazione del mio sogno.
Sogno che, dopo 3 anni difficili e impegnativi, sto riuscendo passo passo a realizzare, grazie al supporto della mia famiglia e del mio compagno.

Se la passione e l’amore incondizionato per il pastore tedesco, soprattutto a pelo lungo, si consolidano nel 2015, quelli per il Wolfspitz sono ben più recenti.
Scoprendo per puro caso questa razza sui libri di categoria che leggo voracemente e colleziono avidamente, mi innamoro a prima vista.
Comincio ad informarmi, a studiare, a non fermarmi all’opinione che il primo impatto può scaturire: scopro che un cane come lo Spitz Lupo merita di essere conosciuto ed allevato, non solo per la sua bellezza esteriore, ma anche e soprattutto per il suo carattere, a tratti sconcertante da quanto ricco di furbizia e intelligenza.
È una razza che, solo come il pastore tedesco a pelo lungo è riuscita ai tempi, mi colpisce profondamente, mi appassiona, mi fa capire come la strada che ho deciso di intraprendere sia quella giusta.

firma Chiara Gatti